Il Bell’Antonio di professione reporter. Genesi

923 titoli di film per un racconto “sui generis”

Jonny Depp in Neverland. Un sogno per la vita
Marc Forster,2004

“Libera la balena che è in te”

“Quale balena?”

“Quella della tua immaginazione”

Si può scrivere un racconto utilizzando i titoli dei film? Solo se si è posseduti da una irragionevole passione per il Cinema. Ed io, che, quando si tratta di delirio creativo, non metto limiti, l’ho scritto utilizzando 923 titoli di film. Il risultato è una storia “sui generis“, noir, sentimentale, umoristico, difficile da incastrare in un genere.

Per onestà intellettuale devo confessarvi che in realtà, questo racconto, è nato moltissimi anni fa e per molti anni è rimasto chiuso in un cassetto. Ogni tanto veniva tirato fuori, spiato e richiuso, quasi con una forma di pudore,  per qualcosa che poteva sembrava maniacale, come la mia passione per il cinema.

   Quando ogni tanto, trovavo il coraggio di parlarne con le persone a me più vicine, percepivo attraverso i loro sguardi e la loro perplessità, quanto doveva sembrare folle un’operazione del genere.

   A me sembrava solo un atto d’amore, quelle cose che si fanno, perché dentro, qualcosa quei film ti hanno lasciato, perché quei titoli da soli raccontano una storia; che non è solo la storia raccontata nel film, ma è la storia del Film.

La creazione della sceneggiatura, l’ansia delle riprese, la luce giusta,e poi… l’apprensione  del regista, le ore di attesa degli attori tra un ciak e l’altro, i tecnici, i macchinisti, costumisti, truccatori. Insomma un “mondo”, per raccontare un sogno, un mito, una storia vera… da racchiudere in un titolo.

   E quei titoli spesso mi giravano nella testa. All’inizio, con carta e penna, cominciarono a diventare delle frasi e a raccontarmi delle microstorie. Finché un giorno non ho deciso di sedermi al computer e lasciare che si raccontassero da sole.

Così nasce il bell’Antonio di professione reporter, che ha da subito avuto tutta la mia simpatia per la sua predisposizione ai guai. Mentre il racconto prendeva forma attraverso i suoi personaggi, ecco che ogni tanto quei personaggi, quasi autonomamente, parlavano utilizzando le battute dei film, che, se volete soddisfare la vostra curiosità, trovate segnalate in corsivo con la nota a piè di pagina, che riporta il titolo del film corrispondente.

Una lucida follia, quell’insostenibile leggerezza dell’essere che provavo scrivendolo e che probabilmente, non avrebbe mai visto la luce se non ci fosse stato l’incontro, nel lontano 2014 con alcuni amici cinefili che si sono letteralmente entusiasmati e mi hanno sostenuto ed aiutato nella stesura dell’intero libro, con suggerimenti, segnalazioni e notti insonni a vedere film. Il racconto infatti, è solo la prima parte del libro Sapore di Cinema . La parte più fantasiosa di un libro che è stato scritto per soddisfare un irrefrenabile bisogno.

Bisogno di sfuggire a se stessi, e cioè di perdersi nel mondo esterno, di dimenticare il proprio limite, di meglio partecipare al mondo…e cioè in fin dei conti di sfuggire a se stessi per ritrovarsi.

Edgar Morin

Il racconto di 27 pagine, sarà pubblicato a “puntate” su questo blog. sperando possiate divertirvi nel leggerlo, vi lascio una piccola anticipazione…buona lettura!


Il bell’Antonio di professione reporter

continua…
Marilena Dattis- Claudio Amendola

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