Accusa di omicidio. Capitolo III°

Blog Novel. Il bell’Antonio di professione reporter

Avviso per i lettori: Se quello che state per leggere vi sembrerà scritto in modo “bizzarro”, avete ragione. È una forma di racconto sperimentale, scritto utilizzando i titoli e le battute tratte dai film. Un noir sui generis che potrete leggere, ogni lunedì e giovedì su questo blog. Buon divertimento!

Capitolo III°. Accusa di omicidio

«Tieniti forte perché riguardo la ragazza meravigliosa che hanno ucciso nel tuo letto, devi proprio sentire due o tre cose che so di lei».
Mentre Harry parlava, il sospetto che fossi caduto come un allocco in una bella trappola d’amore, prendeva sempre più consistenza.
Amaramente appresi che la ragazza di nome Giulio, non era una donna qualunque bensì l’amante di John Q, ufficialmente il portaborse di Rocco Amberson, ufficiosamente il suo tirapiedi più fedele.
Proprio un bel complotto di famiglia perpetuato a mie spese, senza contare poi i danni collaterali che tutto ciò comportava.
Mi sembrava di avere un’anima divisa in due, di essere divenuto un bersaglio mobile, che camminava di pari passo con l’amore e la morte.

Mi rendevo conto solo ora che quell’insostenibile leggerezza dell’essere, che aveva contrassegnato tutta la mia vita, era solo una grande illusione, l’eterna illusione, che tutto mi fosse consentito.
Ma, in una calda notte d’estate, la sottile linea rossa sul collo di una giovane donna, aveva sancito definitivamente, il legame della morte dell’amore, attraverso una danza di sangue su una bella rapsodia in agosto.
Dovevo saperlo che gli Amberson vivevano in un mondo senza pietà e che erano pronti a tutto, ero stato un ingenuo a pensare di passarla liscia.
«Il vero nome della tua amica è Teresa Raquin. Giulio era lo pseudonimo che utilizzava, quando si esibiva con i tacchi a spillo in streaptease, diciamo un po’ osé…hai presente quei locali sotto i tetti di Parigi? Nell’ultimo anno si era trasferita a Manhattan, dove viveva
come una signora per bene sotto la protezione di John Q. Abbiamo tra le mani una bella patata bollente, non vorrei che oltre all’accusa di omicidio, dovremmo preoccuparci anche della vendetta dell’uomo chiamato cavallo, perché è così che lo chiamano
i suoi amici. Ah, dimenticavo, ti comunico che sei finito in prima pagina».

Così dicendo posò sul tavolino alcuni quotidiani ripiegati. Li presi in mano e cominciai a scorrerne i titoli:
Giochi perversi di una signora bene si concludono tragicamente. La polizia sta a guardare. A piede libero il presunto colpevole. Le verità nascoste sulla doppia ipotesi per un delitto a sfondo
sessuale
.
Sesso e violenza. È questa la formula per un delitto avvenuto a Roma la notte scorsa.
Un’altra donna uccisa a Roma. Forse un dramma della gelosia. Tutti i particolari in cronaca.

Così era partita la macchina ammazzacattivi.
«Ma chi scrive queste cose, non è che la sera, magari prima di addormentarsi,
ha un momento di rimorso?»
«Quei bastardi senza gloria, hanno fatto di me un criminale Harry. A volte ho l’impressione che viviamo in un mondo di marionette e che qualcuno si diverte a muovere i fili».
«Se è così, fammi una cortesia Pinocchio, quando il burattinaio si avvicina a te, tu fa’ la cosa giusta, non ti muovere! Magari, eviti di ficcarti in love story che portano nient’altro che guai».
Lo squillo del telefono, interruppe la conversazione, l’ispettore ci chiese di raggiungerlo subito alla centrale perché vi erano delle novità…

Non so voi cosa ne pensate ma posso dirvi io cosa ne penso. La mia sensazione è che l’affare si complica e tra poco arriva la bufera, ma io non sono preparato. La mia brillante carriera di reporter non può concludersi così, per via di uno strano scherzo del destino.
Lo so che ora state pensando che non è mai troppo tardi, tutto può accadere, la speranza è l’ultima a morire ecc.. Be’ non fatevi prendere dalla frenesia del cinema dove tutti dicono I love you e il lieto fine è “quasi” d’obbligo. In questa nostra vita non funziona
così, la vita si comporta talvolta come se avesse visto troppi brutti film, ed io non potevo certo vivere la mia vita senza me, anche se onestamente era difficile avere ancora due soldi di speranza.
Arrivati al commissariato di notturna, c’incamminammo per le antiche scale che conducevano al piano superiore, per l’esattezza salimmo i 39 scalini con il fiato sospeso. Il dubbio, che un maledetto imbroglio potesse mandarmi in carcere mi procurava angoscia.
Mi voltai a guardare Harry, l’amico del cuore sorrise bonariamente e non potei fare a meno di dirgli: «È vero, che io sono un autarchico, ma in questo momento son contento di avere al mio fianco un americano tranquillo»
«Già, siamo proprio la strana coppia io e te: Stursky ed Hutch»

Entrammo nella stanza del commissario il quale non era solo : in piedi di fianco alla scrivania c’era un uomo biondo molto alto. Lo sconosciuto ci venne incontro porgendoci la mano: «Mi chiamo Sam, Sam Wood, agente dell’FBI divisione criminale».
Accidenti pensai, va bene che sono italo-americano ma addirittura scomodare l’FBI mi sembrava eccessivo. Come se mi avesse letto nel pensiero l’uomo continuò: «Era
già da un po’ che stavamo sulle tracce di una vita amorosa, anche troppo movimentata, come quella di miss Raquin, sperando di scoprire qualcos’altro…».
Il commissario lo interruppe bruscamente.
«Cari amici miei, sono felice di comunicarvi che abbiamo un testimone d’accusa, che potrebbe scagionare il nostro bell’Antonio. La signora della porta accanto, all’ora del delitto, ha visto scappare improvvisamente un uomo nella notte. L’identikit, è stato confermato anche dagli agenti che avevano seguito Miss Raquin fino all’albergo e che stavano di pattuglia là fuori. Gli esperti americani lo conoscono bene, si chiama Dillinger, anche detto killer Joe, noto nell’ambiente, uno di quelli che quando la mala ordina lui esegue».
Sam Wood citando le parole di mio padre aggiunse: «Sei nato con la camicia, il nostro uomo ha fatto un passo falso…».

Passeggiando a piedi nudi nel parco, mi venne la voglia matta di invadere il territorio degli altri. Se si trattava di un gioco al massacro ero pronto a comportarmi come un toro scatenato.
La donna del giorno, di quel giorno, mi chiese: «Che ora è?».
E se per caso una mattina, in una di quelle strane occasioni che hanno il sapore di un gioco estremamente pericoloso, incontri un miraggio nei panni di una bionda, pericolosamente bionda, puoi davvero dire che, purtroppo, quando sei nato non puoi più nasconderti.

«Sally?»
«Non sono io» disse sorridendo.
«A volte ritornano i nemici di ieri».
«Non è mai troppo tardi tesoro mio, tra due nemici, una storia d’amore è come un pacco a sorpresa, magari nasconde una passione selvaggia…»
«Già, peccato che sia una canaglia quella che abilmente nascondi dietro quella faccia d’angelo. Così bella, così dolce ed abilissima a utilizzare arsenico e vecchi merletti. È uno strano scherzo del destino o cosa questo incontro sotto il sole di Roma?»
«Se devo essere sincera era da tempo che sognavo delle vacanze romane, non esiste al mondo un posto migliore di Roma per una donna tutta sola».
«Oh certo, peccato che niente sembra più sincero di una donna che dice le bugie, comunque, so che non è vero…ma ci credo, o meglio farò finta di credere che questo breve incontro sia stato del tutto casuale, tutto può accadere. Ma, casomai dovessimo rincontrarci, sempre “per caso” ovviamente, mi fai un favore? Passa dall’altro lato della strada e perdiamoci di vista per sempre possibilmente».
«I buoni sentimenti stuzzicano l’appetito, cosa ne dici di mangiare qualcosa insieme? Dai, non sarai ancora arrabbiato per quella vecchia storia…»
«Dimmi quello che vuoi, ma è difficile scordare i dolci inganni che hai utilizzato pur di assicurarti quell’edizione straordinaria…»

«Io ricordo solo che quando ero fra le tue braccia pensavo: Ecco, finalmente ho trovato il mio uomo..»
«Tu menti come respiri, e non c’è nulla che io detesti di più dell’odore di marcio delle bugie. Te lo leggo negli occhi, piccola canaglia quello che hai pensato…»
«Guarda, sono disposta a tutto pur di farmi perdonare. Intanto andiamo, ti offro il pranzo, non sarà una colazione da Tiffany ma è un posticino dove si mangia veramente bene». Così dicendo mi prese sottobraccio.

Dovetti frenare la voglia matta di prenderla a schiaffi, al di là del bene e del male, Sally mi affascinava molto. Era spietata come una donna in carriera ma appassionata come una femmina folle, insomma una di quelle femme fatale che, se potete, guardatele ma non toccatele, perché il danno, potrebbe essere veramente smisurato.

Era seduta di fronte a me e guardandola lontano in fondo agli
occhi, non potei fare a meno di dirle :«Tu mi turbi, non sei mai stata così bella, peccato, che la tua sia la bellezza del diavolo»
«Com’è strana la vita. Ecco noi per esempio, potremmo vivere un amore splendido ed invece…»
“Senti, luce dei miei occhi, non ho proprio tempo per i tuoi giochini, quindi se hai il coraggio della verità dimmi quello che vuoi e poi non tormentarmi più»
«Tesoro mio, il tuo mi sembra un eccesso di difesa»
«Dici? So bene che dove vai sono guai e ti assicuro che io ne ho già abbastanza. Tu sei il tipo che se ci fosse la richiesta venderesti tua nonna al mercato»
«Oh, è veramente commovente, non ci resta che piangere…Sai, caro, io penso che non c’è fumo senza fuoco e se fossi in te non solo mi chiederei perché un assassinio, ma soprattutto starei molto attento al prossimo passo falso»
«Ecco, mi mancavano solo i tuoi consigli. Hai un grande talento con le parole, ma ci dipendi troppo, come se dire le cose in modo efficace fosse sufficiente a renderle vere.Se sei venuta fin qui per assicurarti lo scoop e vivere i tuoi momenti di gloria, stavolta cocca caschi male, sei fuori dal mondo se pensi che io mi fidi di te»
«Lo volesse il cielo amore mio, perché io posso aiutarti…»
«Prima che tu vada avanti a ruota libera ti saluto. Sai cara, le vie del Signore sono finite. A questo punto è più facile che un cammello passi nella cruna dell’ago e non che io continui ad ascoltarti».

Così dicendo mi alzai di scatto e mi diressi verso l’uscita…

[continua…]

L’appuntamento con il quarto capitolo è per giovedì 30 maggio

Per chi si fosse perso i primi due capitoli

L’avvertimento. Capitolo I°

L’affare di una notte. Capitolo II°

 

5 pensieri riguardo “Accusa di omicidio. Capitolo III°

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