Sesso e potere. Capitolo V°

Blog Novel. Il bell’Antonio di professione reporter

Avviso per i lettori: Se quello che state per leggere vi sembrerà scritto in modo “bizzarro”, avete ragione. È una forma di racconto sperimentale, scritto utilizzando i titoli e le battute tratte dai film. Un noir sui generis che potrete leggere, ogni lunedì e giovedì su questo blog. Buon divertimento!

CAPITOLO V°. Sesso e potere

Era notte a Roma oramai quando Sally arrivò.
«Scusate il ritardo» disse.
Ci limitammo a salutarla con un cenno della testa, intenti come eravamo entrambi nella lettura di un fascicolo nero sugli Amberson, proveniente dagli archivi della polizia Criminale, che grazie alle sue amicizie Harry era riuscito a procurarsi.
Sally aspettò qualche minuto quindi un po’ seccata aggiunse:
«Madonna, che silenzio c’è stasera. Fate come se non ci fossi, no problem! Se non per un piccolo particolare, mi era stata proposta una cena quasi perfetta, ed io sono stata tutto il giorno in giro a lavorare per voi. Avrei anche delle rivelazioni, ma poiché sto soffrendo
la fame e la sete quasi quasi vado via a mangiare qualcosa»
«Scusaci Sally» disse Harry alzandosi. «Anzi, grazie di tutto, di essere venuta e di volerci aiutare a rischio della vita…»
«Tranquillo Harry, non nutrire grandi speranze, il suo è un aiuto completamente disinteressato non cerca né onore né gloria…»
«Oh, non preoccuparti tesoro, è la vita, non ci puoi fare niente, se non ti fanno male gli altri, ci penserai da solo a fartelo…»
«Ragazzi, per favore state buoni se potete, almeno per questa notte, ricordatevi che nel bene e nel male siamo qui tutti e tre per scoprire chi c’è dietro questa trappola criminale. Sally parlavi di alcune rivelazioni, hai scoperto qualcosa?»
«Si. Roy Dillinger aveva preso in affitto un appartamento al Plaza, qui a Roma, Precisamente in piazza delle cinque lune dove ogni tanto ospitava, diciamo così, femmine di lusso. Il giorno prima dell’assassinio della Raquin c’era una donna a casa di Dillinger…».

S’interruppe per osservare le nostre facce.
«E quindi?» la sollecitai.
Riprese con aria soddisfatta: «L’inquilino del terzo piano dice di aver sentito litigare furiosamente un uomo e una donna, al punto tale che si ricorda con esattezza le parole utilizzate dall’uomo. Sembra che le abbia urlato: Attenta, perché potrei stringerti il collo
fino a farti male
»
«Accidenti» dissi «Questo potrebbe significare che forse non è stato un assassinio su commissione, se quella donna…»
«Si, Tony, il testimone l’ha poi vista uscire dall’appartamento e dalla descrizione fatta, la signora in rosso, era proprio Teresa Raquin. La cosa buffa è che, il caro estinto e la calda amante, lavoravano entrambi per l’onorata società. Lui a volte era pagato per uccidere
e lei gestiva le professioniste del peccato che offrivano, con un tocco di classe, i loro servigi a quelli che contano. Hai presente quei giochi particolari…»
«Aspetta Sally, fammi capire», intervenne Harry «stai parlando di perversioni di lusso, dietro tutto ci sarebbe solo una volgare storia di sesso e potere ?».

Mentre Sally parlava mi ritornò in mente il corridoio della paura di casa Amberson, quei sussurri e grida che provenivano da dietro la porta chiusa, in quella che doveva essere la stanza dei segreti.
«Porca vacca, ragazzi, i fetentoni hanno utilizzato come esca Teresa ed io ho abboccato all’amo come un allocco» quindi raccontai loro quello che avevo sentito alla festa degli Amberson.
Sally mi guardava, divertita dal mio sbigottimento.
«Già, Tony mi spiace dirtelo, ma sai la beffa della vita è che a volte l’apparenza inganna. La meravigliosa illusione che il tuo fascino fosse semplicemente irresistibile, in realtà celava il grande bluff. Che ci puoi fare amico mio, la tua ingenuità è da manuale d’amore,
ma non te la prendere dai, basta che non si sappia in giro»

Avrei voluto strozzarla con le mie mani, ma rimase una botta senza risposta perché forse non aveva tutti i torti.
Harry la guardava ammirato:«Mica scema la ragazza!» commentò.
«Divento intelligente, quando mi serve. Ma al più degli uomini non piace»
Rispose lei lanciandomi un’occhiata eloquente.
«La capacità di parlare non fa di te un essere intelligente, e poi c’è ancora l’anello mancante. Abbiamo l’assassino ma senza movente e soprattutto come, quando, perché uccidere Dillinger e poi ridurlo in quel modo?»
«Azzardo un’ipotesi, Tony» rispose Harry «considerando che niente può essere lasciato al caso, più che di doppio gioco si potrebbe supporre il triplo gioco da parte di Teresa, una questione privata tra lei e Dillinger, ma qualcuno ha tradito, il giocattolo deve essersi rotto e la famiglia può aver deciso di interrompere un gioco a due con un delitto per delitto, cosa ne pensate?»

A torto o a ragione la tesi poteva reggere, ora bisognava parlare con il commissario e sperare che tutto andasse per il meglio. Dodici minuti dopo mezzanotte e dopo innumerevoli ipotesi Harry decise di andare via mentre Sally volle bere ancora l’ultimo
bicchiere…

«Dai, rilassiamoci un po’» disse «ci vuole un cocktail. Ti faccio vedere come si fa un martini» preparò i bicchieri, mi porse il mio ed alzò il suo e fissandomi con due occhi diabolici brindò : «A noi due tesoro!».
Ero seduto alla sua destra sorseggiando il martini, quando mi si avvicinò e con fare languido, come solo le donne sanno fare, ben consapevole di essere una tentazione bionda mi sussurrò:
“Tony, per favore, dimentica il mio passato e prova a volare. Credimi, questa non è un’altra stupida commedia americana»

La donna è donna, e adesso, pover’uomo? Già, dovevo resistere a quella dinamite bionda, anche se quello strano desiderio che partiva dal basso, stava diventando qualcosa di travolgente. La tentazione era forte, non so se può succedere anche a te, ma prova ad
immaginare una magnifica presenza, nel mezzo della notte, qualcosa di biondo con un corpo da reato ed una voce suadente che ti sussurra nell’orecchio : Baciami, stupido.
Cosa fai quando la carne urla?
Con gli occhi chiusi tirai un lungo respiro, costi quel che costi, avrei detto no a quella attrazione fatale, questa volta non avrei ceduto ad un caldo corpo di femmina.
La guardai e sentii la grande onda del desiderio. Certo che avrei fatto sesso e volentieri, ma già una volta ero stato preso in giro da una sua commedia sexy.
Sentivo la calda emozione crescere in me, ma attenzione, mi dissi, il cuore criminale delle donne è capace di tutto e ingannevole è il cuore più di ogni cosa.
Tra il tormento e l’estasi mi alzai dal divano la presi per un braccio e l’accompagnai alla porta.
«Mi spiace cara, ma due come noi, non dei migliori, è meglio se non stanno a distanza ravvicinata, niente di personale darling, c’è sempre un domani, chissà…»
«Ma si, corri, uomo corri. Recentemente avevo pensato a te perché credevo che tu fossi non dico molto intelligente, ma almeno un pochino meno stupido degli altri. Ho avuto torto: sei soltanto un poco più alto» e così dicendo mi volse le spalle e andò via…

[continua…]

L’appuntamento con il prossimo capitolo è per giovedì 6 giugno

Capitoli precedenti

  1. https://marilenadattis.wordpress.com/2019/05/20/blog-novel-il-bell-antonio-lavvertimento/
  2. https://marilenadattis.wordpress.com/2019/05/23/blog-novel-il-bellantonio-laffare-di-una-notte/
  3. https://marilenadattis.wordpress.com/2019/05/27/blog-novel-il-bellantonio-accusa-di-omicidio/
  4. https://marilenadattis.wordpress.com/2019/05/30/lultimatum-capitolo-iv/

3 pensieri riguardo “Sesso e potere. Capitolo V°

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