Il segreto di Sally- Capitolo VI°

Blog Novel. Il bell’Antonio di professione reporter

Avviso per i lettori: Se quello che state per leggere vi sembrerà scritto in modo “bizzarro”, avete ragione. È una forma di racconto sperimentale, scritto utilizzando i titoli e le battute tratte dai film. Un noir sui generis che potrete leggere, ogni lunedì e giovedì su questo blog. Buon divertimento!

II

Capitolo VI°. IL SEGRETO DI SALLY

Quando arrivai a quella villa in fondo al parco mi stava aspettando. L’uomo che sussurrava ai cavalli, amava alzarsi all’alba per andare personalmente ad accudire i suoi animali preferiti. Anche se oramai l’alba di Luca non era più la stessa da quei dannati giorni dell’odio e dell’inferno.
«Vieni, Sally, ti faccio vedere l’ultimo arrivato, è nato il quattro luglio».
Guardai quegli occhi che non sorrisero, che non riuscivano più a sorridere nemmeno verso una nuova vita. L’anima di un uomo era stata completamente lacerata dal dolore, i suoi occhi riflettevano ancora i fotogrammi mortali di quel maledetto lunedì mattina.
Sull’anima e il volto vi erano scolpiti i segni del male.
«Mi spiace dirtelo cara, ma non hai una splendida cera, hai il volto tirato, tipico di quando una donna non dorme».

La casa traspirava della forza del passato e si udivano distintamente le urla del silenzio. L’angelo del dolore aveva preso il posto dell’anima di Luca e forse, anzi probabilmente, non l’avrebbe più abbandonato.

«Allora hai saputo qualcosa?»
«No, mi spiace, non si fida per niente di me»
«Si fiderà! Devi farcela Sally» mi strinse forte la mano, mentre la sua mandibola s’irrigidiva e l’odio sprigionava dai suoi occhi d’angelo.
Dietro le sue spalle larghe, la foto di Angela dominava l’intero ambiente.
Sin da piccola, l’aveva ribattezzata la figlia del vento, per la sua sete di libertà. Questa libertà di avere… le ali bagnate, amava dire Luca; che Angela però, aveva pagato a caro prezzo. Pregai il Signore affinché arrivasse presto quel maledetto giorno della resa dei
conti.
«Luca tu credi in Dio?»
«Dio è un lusso che non mi posso permettere, ma quando dici le tue preghiere dinne una per me».
A volte alla furia cieca una donna si ribella, ma il cuore degli uomini vive il proprio furore oltre il limite, oltre ogni limite.
«Dimmi Sally, si è scoperto qualcosa sulla morte di Dillinger?»
«No, niente che tu non sappia già, il nostro comune amico è in un mare di guai, ma abbastanza determinato a fare piena luce sull’assassino».
«Già, a volte, la verità nascosta, è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la vede, eppure basterebbe seguire l’odore del sangue».
«Non so, a me sembra solo un maledetto imbroglio».

Uscimmo, il profumo del mosto selvatico si diffondeva nell’aria. Tutti i mercoledì Luca si recava nella chiesa dietro la villa. In una piccola teca, di fianco al vecchio altare, erano riposte le ceneri di Angela.
Per alcuni, i sogni muoiono all’alba. Così era stato per una ragazza e il suo sogno. Ciò che restava di lei era solo un abito da sposa macchiato di sangue. Al mio fianco, il padre della sposa era la prova vivente di come l’amore che non muore, il più gran bene del mondo, resiste oltre la vita.
Una calda emozione m’invase, la fiamma che non si spegne, ci rendeva complici del silenzio, in quello che era il silenzio degli innocenti. Anche se quella di Angela poteva sembrare un’innocenza colposa a causa di compagnie pericolose, certo questo non autorizzava dei criminali da strapazzo a spegnere gli occhi della vita.
Ma si sa, gli aquiloni non muoiono in cielo e quelle voci lontane…sempre presenti, delle allegre serate, passate tutti insieme appassionatamente, davanti al camino, risuonavano nelle mie orecchie. Il paradiso dell’uomo che avevo conosciuto, non esisteva più, oramai viveva come aggrappato ad un albero, in bilico su un precipizio a strapiombo sul mare… Sulle mie labbra si fermò una lacrima, il ricordo di belle cose aveva trasportato il cuore altrove, mi affrettai ad uscire da lì, non volevo che Luca se n’accorgesse.

In una notte di chiaro di luna, una calda notte d’estate, la notte di San Lorenzo, alcuni ragazzi, nudisti per caso, davano luogo alla fiera della vanità per il tradizionale bagno notturno di mezza estate.
Ero poco distante da loro, quando sentii alle mie spalle una voce maschile che con tono pacato mi chiedeva:

«Non crede che sia fantastica questa libertà di avere le ali bagnate?».
Avvenne così il nostro primo incontro. Complice la voce della luna, dopo quella notte iniziò la storia di noi due, una storia semplice, una storia vera.
A prima vista eravamo decisamente diversi. Ma, come in uno specchio, rivedevo in lui quella strana voglia d’amare, che riconosci solo in qualcuno come te, come in una doppia immagine nello specchio.

Ci trovammo insieme per caso, due anime ferite, che perseguivano un solo obiettivo: sopravvivere. Solo perché, non sapevano o non volevano ascoltare più la musica nel cuore. M’insegnò ciò che si chiama amore, mi svelò la verità sull’amore, era un tipo straordinario.

Basta guardare il cielo, chiudi gli occhi e guarda le stelle, diceva è così che senti la grazia nel cuore.
Ero ammaliata dai suoi occhi che sprigionavano la febbre di vivere e la smania addosso di trasmettermela.
Con quanta pazienza e con quale amore, con quanto amore, volle insegnarmi che la felicità non costa niente. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, non pensavamo alle conseguenze dell’amore, non sono le strategie del cuore che possono
evitarci le sorprese dell’amore. Ma quando ritieni, che hai imboccato la strada della felicità, ecco, che si scatena senza preavviso, la tempesta perfetta.

Angela, nata dal matrimonio con Rebecca, la prima moglie, era l’altra metà dell’amore di Luca, l’altro lato del paradiso.
Io divenni la seconda moglie, o la seconda ombra, come scherzosamente amava definirmi Angela. Quella piccola differenza d’età tra noi due, ci consentì di stabilire immediatamente un legame speciale, che andava ben oltre i legami di famiglia.
Neppure tutta la conoscenza del mondo, può immaginare cosa voglia dire, ritrovarsi di colpo, nell’abisso della violenza e assistere impotente alla caduta degli angeli ribelli.

Un maledetto mattino di primavera, all’improvviso, le nostre divennero due vite, una svolta. Era solo un giorno come tanti, come ogni giorno, un giorno della vita, ma quel giorno Dio non c’era. Uomini contro, in un giorno di ordinaria follia, inflissero a Luca, in modo tremendo, un colpo al cuore, senza pietà. E il vento disperse la nebbia, la vita in un attimo lo colpì e cominciò il viaggio nella vertigine.
Angela nascondeva un tragico segreto, forse conduceva a nostra insaputa un’altra vita.
Scoprimmo che nei suoi viaggi in America, frequentava una casa da gioco, il Cotton Club, gestito non da gente comune. Forse, la voglia matta, di conoscere i quartieri alti di Manhattan, o chissà, solo per un perfido inganno; la ragazza dagli occhi verdi era finita
per cacciarsi in un’avventura terribilmente complicata, una vera e propria trappola criminale. Probabilmente non aveva rispettato la regola del gioco, di un gioco estremamente pericoloso, o forse non si era prestata ad un cambio di gioco.

Poi il suo ritrovamento … e sul corpo tracce di violenza. Giovane e innocente era finita nella fossa dei serpenti.
Ed ora c’era un padre che chiedeva nient’altro che la verità.
Solo un padre, che, per amore solo per amore, perché nessun amore è più grande, non riusciva a controllare quell’odio implacabile che gli lacerava l’anima e il volto.
Com’è difficile amare, quando il cuore è stracolmo d’odio mortale. Quando l’amore è più freddo della morte. Quando il richiamo alla vita non è altro che la morte sospesa. Quando le due facce della medaglia, perché l’amore ha due facce, diventano una, e annullano ragione e sentimento, per lasciare posto solo all’amore molesto.

Non c’è posto, per la storia di un amore puro, fra le rovine di una vita distrutta. Il nostro, forse, era stato solo un amore in prestito, o un miraggio nel deserto della vita.
Il nostro paradiso, perduto per sempre, si dissolveva ora tra le nebbie del passato, per noi due il paradiso, aveva unicamente preceduto, la soglia dell’inferno.
Ci sono dei momenti, in cui credi che lassù qualcuno è impazzito. Quando non basta più pregare e supplicare, quando l’odio e la violenza hanno il sopravvento, quando la spirale della vendetta, diventa il tormento di un’anima.

Ma una promessa è una promessa. Avevo promesso a Luca e a me stessa, che quello di Angela non sarebbe rimasto, un omicidio nel vuoto. Il nostro patto a tre era divenuto un patto col diavolo. E se solo fosse vero, che Dio ha bisogno degli uomini, allora avrebbe avuto pietà di noi.

Il dubbio che Angela fosse presente alla festa degli Amberson ormai era quasi una certezza, le date coincidevano anche se non sapevo ancora come, quando, perché potesse essere accaduto, tutti gli indizi mi portavano a credere che Angela fosse finita nel giro
delle ragazze belle e dannate di Teresa Raquin.
Non ero più tanto sicura che Tony fosse veramente in grado di aiutarmi, anche se Luca era convinto che fosse presente alla festa anche lui, per stare in compagnia di alcune signore per bene. La storia di Gilda faceva acqua, se la malavita americana voleva farlo
fuori avrebbe scelto un modo più semplice a meno che…ma certo! A meno che sotto non ci fosse la probabilità di un ricatto. Ma di che tipo? Un ricatto alla mala mi sembrava cosa troppo sofisticata per Tony. Dovevo scoprire qualcosa in più sul club del piacere e sugli
ospiti della famosa festa…

[continua…]

L’appuntamento con il prossimo capitolo è per lunedì 10 giugno

Capitoli precedenti

L’avvertimento. Capitolo I°

L’affare di una notte. Capitolo II°

Accusa di omicidio. Capitolo III°

L’ultimatum. Capitolo IV°

Sesso e potere. Capitolo V°

 

6 pensieri riguardo “Il segreto di Sally- Capitolo VI°

    1. Grazie 🙂 per il tuo commento. Mi fa molto piacere che tu l’abbia trovato intrigante. Con i prossimi due capitoli questa storia si conclude con un colpo di scena finale 😉 …ma sto valutando se ci sarà un seguito per il bell’Antonio, ovviamente sempre con lo stesso metodo 🙂

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