Sulla spiaggia e di là dal molo stanotte sorgerà il sole.. Ultimo capitolo

Blog novel. Il Bell’Antonio di professione reporter.

Avviso per i lettori: Se quello che state per leggere vi sembrerà scritto in modo “bizzarro”, avete ragione. È una forma di racconto sperimentale, scritto utilizzando i titoli e le battute tratte dai film. Un noir sui generis che giunge al suo epilogo. Arrivederci al prossimo blog novel…

IV

viii° capitolo

Girando intorno al cespuglio di more, mi ritrovai davanti a quel giardino di aranci fatti in casa, non mi era accorta di aver camminato così tanto. Imponente davanti ai miei occhi, si erigeva l’antica villa. Avevo letto un po’ di tempo fa un articolo, in cui si parlava di una vecchia signora che viveva sola, in quella casa sperduta nel parco, e che da moltissimi anni non si inoltrava mai oltre il giardino della sua dimora.
Ignorando completamente il divieto d’accesso e l’indicazione che sanciva la proprietà privata, spinsi il cancello e mi avviai lungo il viale.

Arrivata a quella casa in fondo al viale, mi accorsi che la porta era solo accostata, la spinsi ed entrai.
Dentro la casa della vecchia signora, tutto era perfettamente lindo, un piacevole odore di lavanda penetrava nelle mie radici e quasi certamente qualcuno ascoltava musica da un’altra stanza.
«Le piace Brahms?»
La voce nell’ombra mi fece sussultare.

«Buongiorno, mi scusi se sono entrata così»
«Veramente l’aspettavo, anche se ce ne ha messo di tempo»

Probabilmente aspettava qualcun altro, ma mi guardai bene dal chiarire l’equivoco.
«Si segga, non resti lì impalata»
Ogni donna ha il suo fascino e in lei traspariva il fascino discreto della borghesia…
«Non mi guardi come fossi un fantasma, sono solo una vecchia signora indegna che non riesce più a vivere sola col suo rimorso. Arriva sempre il momento in cui, non basta più pregare, in cui sai, che c’è lo scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un
brigante da strada, solo che arriva quando meno te lo aspetti. Ora le racconto una storia, alla fine capirà perché aspettavo proprio lei.
Ero giovane e innocente, lo conobbi ad una festa, il colore dei suoi occhi fu la prima cosa che mi colpì di lui, conoscerlo ed innamorarmi fu tutt’uno. Si fa presto a dire amore, ma in realtà ancora non sapevo che uno sconosciuto nella mia vita avrebbe rappresentato una silenziosa minaccia. Ignoravo assolutamente chi fosse, non potevo immaginare che quell’uomo incarnasse la grande seduzione, la seduzione del male. Solo mesi dopo scoprii che la mafia lo chiamava il santo, ma era un castigo di Dio».

Andò a prendere alcune foto per mostrarmele, erano immagini scattate durante il pranzo di Natale di molti anni prima. Una in particolare attirò la mia attenzione …il sangue mi si raggelò. L’uomo in basso a destra nella fotografia… alzai lo sguardo verso di lei in cerca di conferma.

«Si, è lui, Vito Corleone, il piccolo gigante re dei gangster».
Ero sbigottita, il segreto della vecchia signora era strettamente confidenziale e onestamente non sembrava proprio quel tipo di donna…
«So cosa sta pensando, ad alcuni uomini si associa immediatamente una categoria di donne, ma sa a vederlo, sembrava un uomo perbene, il bandito dagli occhi azzurri e a volte si cade in una rete piena di sabbia per soldi o per amore».

Non sapevo cosa dire, mi stava raccontando più di trent’anni anni in un secondo, avvertivo il peso della vita segreta delle parole, tra le mie mani le foto proibite di una signora per bene.
«Sa, non rimpiango la mia giovinezza, per anni ho vissuto rispettando il patto del silenzio, con gli occhi del ricordo. Ma ora che le porte dell’inferno si sono aperte devo andare fino in fondo…».

Stavo vivendo il mio sogno più grande, minuto per minuto senza respiro, le rivelazioni che ascoltavo potevano diventare il grande scoop che avevo sempre inseguito, ma avvertivo uno strano turbamento…la guardai, aveva dei bellissimi occhi blu inspiegabilmente familiari, ma una grande tristezza traspariva lontano in fondo agli occhi.

«Ero giovanissima, ed ho un figlio che non vedo da anni, il figlio del gangster. Ho cercato di tenerlo lontano da me per proteggerlo, ma non resistevo alla tentazione di incontrare ogni tanto la mia adorata nipote che rappresentava per me il canto della vita. Il destino è crudele: ti offre una gioia, ti fa sperare, e poi di colpo ti abbandona. E allora tutto crolla intorno a te nel fango e nella polvere. Ho pagato a caro prezzo le conseguenze dell’amore, ho vissuto per anni un incubo d’amore che includeva il seme della violenza, ma quando lasci che il tocco del male affondi su di te, una vita non basta per liberartene.
È vero, noi appartenevamo a due mondi diversi ed è altrettanto vero che quando i mondi si scontrano qualcosa di sinistro sta per accadere, e, a volte, la paura mangia l’anima. Sapevo di dover pagare l’alto prezzo dell’amore e ho lungamente atteso che l’angelo del male sfogasse la rabbia su di me. Ma così non è stato, o meglio, lo ha fatto ma nel peggior modo possibile, lacerando il mio cuore nel profondo. La mia cara dolce nipote ha pagato il mio errore. Angela aveva trovato delle lettere e scoperto il mio segreto. Non credevo che andasse in America…Io non so bene cosa sia successo quella terribile notte…».

Si interruppe e ci fu come un silenzio tra due pensieri o forse era il silenzio dell’anima che irrompeva con amore e rabbia.
«Ma so che è arrivato il momento della verità».

Tirò fuori un fascicolo nero.
«Non mi chieda come l’ho avuto, sappia soltanto che è un dossier confidenziale, vi troverà nomi importanti, foto e documenti, in nome di Dio, ne faccia buon uso»
Riuscii solo a dire : «Grazie, signora Tatcher».

V

epilogo


Potrei essere incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo.
Sulla spiaggia e di là dal molo stanotte sorgerà il sole.
L’alba di un nuovo giorno dovrebbe essere sempre motivo di gratitudine ma questa è l’alba del gran giorno per cui consentitemi di gridare Merci la vie! – Grazie alla vita.
Accidenti, che ragazza Sally, anche se non ha voluto rivelarmi come si è procurata il fascicolo Joe Valachi- I segreti di cosa nostra, devo esserle comunque grato. Diciamo che ora tra noi due il conto è chiuso, in fondo tutti hanno qualcosa da nascondere.

Anche questa volta l’avevo scampata bella, certo non mi aspettavo un colpo di scena simile, un vero e proprio scacco alla mafia.
Ma ho deciso cambio vita. Se vuoi ci troviamo lo stesso giorno il prossimo anno. Se hai bisogno chiamami o se vuoi basta un fischio… tu sai fischiare vero Harry?

Capitoli precedenti

L’avvertimento. Capitolo I°

L’affare di una notte. Capitolo II°

Accusa di omicidio. Capitolo III°

L’ultimatum. Capitolo IV°

Sesso e potere. Capitolo V°

Il segreto di Sally- Capitolo VI°

Il gioco della verità. Capitolo VII°

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