“Sai quel posto che sta tra il sonno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando? Quello è il luogo dove ti amerò per sempre…”

Buon Compleanno Robin.

Il 21 luglio 1951 nasce a Chicago Robin McLaurin Williams.

La passione per il teatro, porta il giovane Williams a New York, dove studia recitazione presso la Juilliard School . Completati gli studi si trasferisce a San Francisco, dove intraprende la carriera di attore teatrale.

Bastano due brevi apparizioni nella serie televisiva Happy Days per fare intuire al produttore e regista Garry Marshall che quel buffo alieno piaceva molto al pubblico…

Nasce così una delle serie televisive più famose Mork & Mindy. Robin Williams con il suo Mork che, su un uovo viene da Ork, conquista presto il cuore di milioni di telespettatori nel mondo.

Quelli della mia generazione, lo ricordano bene l’alieno, dal cuore umano più di qualunque umano, che dormiva a testa in giù e compariva fra i terrestri, allargando le dita e dicendo Na-no Na-no.

… certi cambiamenti non sono necessari, vede: molti terrestri si cambiano perché non credono di apparire bene agli altri, mentre il vero problema è che non appaiono bene proprio a se stessi. Peccato! E con questo arrivederci alla prossima puntata! Nano, nano! 

Il primo ruolo importante al cinema arriva nel 1980 quando Robert Altman lo sceglie per il film Popeye – Braccio di Ferro.

Il film non venne particolarmente apprezzato dalla critica, ma consentì a Robin Williams, grazie alla sua magnifica interpretazione, di farsi notare e di ottenere altri ruoli per film importanti.

Nel 1987, il regista Barry Levinson in Good Morning, Vietnam, lascia libero Williams di improvvisare. Il risultato è una meravigliosa interpretazione del disc jockey dell’aviazione Adrian Cronauer,  grazie alla quale ricevette la sua prima nomination agli Oscar.

Non ci posso credere. Sono da cinque mesi a Saigon, e scopro che il mio migliore amico è un vietkong. Che figura ci farà questo sul mio curriculum?

Non vinse il premio ma si aggiudicò comunque un Golden Globe.

Una seconda nomination all’Oscar arriva due anni dopo, con una delle sue indimenticabili interpretazioni :il professor John Keating in L’attimo fuggente.

“Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento”. Perché il poeta usa questi versi? […] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli… pieni di ormoni come voi… e invincibili, come vi sentite voi… Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? “Carpe”, “Carpe diem”, “Cogliete l’attimo, ragazzi”, “Rendete straordinaria la vostra vita”!

Nel 1990, nel film, tratto da una storia vera, Risvegli, di  Penny Marshall, interpreta il dottor Malcolm Sayer.

Sappiamo solo […] che lo spirito dell’uomo è più forte di qualsiasi farmaco, e che questo spirito ha bisogno di essere nutrito. Il lavoro, il gioco, l’amicizia, la famiglia: sono queste le cose che contano, e noi l’avevamo dimenticato. Le cose più semplici.

Nel 1991 è la volta di Steven Spielberg che affida a Robin Williams il ruolo del più bel Peter Pan che il cinema ci abbia regalato. Il film è Hook – Capitan Uncino.

Ti sembrerà assurdo, ma ho scavato nei miei ricordi e ho trovato il mio pensiero felice, e lo sai qual era? Eri tu!

L’anno successivo interpretò Leslie Zevo, l’eccentrico proprietario di una fabbrica di giocattoli, nuovamente sotto la regia di Levinson in Toys – Giocattoli. Nel 1993 conquista grandi e piccini nel duplice ruolo di papà e domestica in Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre di Chris Columbus.

Il suo primo Oscar arriva nel 1998 come miglior attore non protagonista per il film di Gus Van Sant : Will Hunting – Genio ribelle.

“Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti… Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero?

Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto… mai visto.

Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta… ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici.

Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh?

“Ancora una volta sulla breccia cari amici!”… ma non ne hai mai sfiorata una.

Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull’ amore probabilmente mi diresti un sonetto.

Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile… non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno.

E come non ricordare il suo dottor Hunter Adams  nel film Patch Adams (1998) di Tom Shadyac.

Per tutti la vita è un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, apicoltori, mangiatori di spade, per tutti. Tutti i cuori irrequieti del mondo, cercano tutti la strada di casa.

Una breve carrellata, un viaggio leggero tra i titoli dei tuoi film più famosi. Forse non tutti sanno che le tue migliori interpretazioni erano dovute anche alla tua grande capacità d’improvvisazione sul set. In quei momenti, davi il meglio di te. Eri tu, con le tue facce, le tue espressioni, i suoi sguardi che sono rimasti impressi, come sulla pellicola, dentro di noi. Oggi avresti compiuto 68 anni, ma non contano tanto gli anni vissuti su questa terra, conta quello che lasci quando te ne vai.

E tu ci hai lasciato tanto, compresa l’importanza di essere umano…

Per i sorrisi e le lacrime, per le emozioni che ci hai saputo regalare, possiamo solo dirti grazie.  Anche se hai deciso di andartene quella mattina dell’11 agosto 2014, perché… hai preferito morire da uomo… Noi ti abbiamo amato e ti amiamo, per quello che eri e per come eri. Tanto sappiamo che, comunque tu sarai sempre con noi.

Ecco, perché ancora una volta ho deciso di augurarti Buon Compleanno mio capitano!

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