È la bellezza

Alfonso Brezmes

Mi commuovono i taxi abbandonati,
come orologi fermi nei giorni di pioggia
e i fragili steli delle margherite,
estranei al rumore incessante
delle asce nel bosco.
Penso agli ombrelli persi,
alla seconda vita delle cose rotte
o a questi guanti spaiati
che conservano carezze per qualcuno,
così simili a isole solitarie
quando se ne sono andati i turisti e la luce
disegna una ragnatela nell'aria che sembra sul punto di spezzarsi.
Che mi saluta da un giorno sperduto
nelle scure mangrovie della memoria,
e mi sembra di sentire antichi ghiacciai che si sciolgono a chilometri da qui.
Ho bruciature sulle dita.
È la bellezza, stupido, mi dico.
E piango.

traduzione di Annamaria Sessa

15 pensieri riguardo “È la bellezza

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