Ci deve essere un equivoco di fondo

Non mi pagano per essere educato

Oramai ci siamo tutti abituati al modo di comunicare di Salvini, ma questa volta il ministro è scivolato su un equivoco di fondo. Pensare e soprattutto dire, davanti a milioni di italiani, che non viene pagato per essere educato è veramente un paradosso.

Nessuno viene pagato per essere educato qualunque lavoro svolga, la buona educazione fa parte della forma mentis di un individuo e non è una professione retribuita. Se poi il proprio ruolo è istituzionale allora diventa un dovere etico e morale.

A questo punto suggerirei al ministro di approfondire il termine educazione che, qualora non gli fosse abbastanza chiaro, lo può apprendere facilmente da wikipedia : “In italiano il termine educato è anche sinonimo di un individuo che segua una condotta sociale corretta rispetto a norme non necessariamente codificate (benché di generale condivisione), le cosiddette “buone maniere” quali la “gentilezza”ecc..

Ma se non bastano le norme di generale condivisione e il ministro vuole che siano regolate e codificate, allora vi prego inseriamo nei doveri dei ministri della Repubblica italiana, la buona EDUCAZIONE, magari glielo scriviamo e glielo facciamo ripetere nella formula rituale del giuramento.

«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.» “E giuro di non dimenticare mai la buona educazione.

Magari così non ci saranno più equivoci di fondo e ai ministri, a questo punto, sarà ben chiaro, che vengono pagati anche per essere educati.